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Allattamento misto: come organizzarsi al meglio

In Salute - Allattamento misto

Organizzare l'allattamento misto, o complementare, non è sempre facile, ma con un po' di organizzazione e preparazione si possono ottenere ottimi risultati.

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L’allattamento misto è un’ottima soluzione per combinare l’allattamento al seno con l’uso del latte artificiale. Per questo motivo, viene chiamato anche allattamento complementare.

Non tutte le mamme hanno la possibilità, o la volontà, di allattare esclusivamente al seno e in tutto ciò non c’è niente di male. Sebbene l’Organizzazione mondiale della sanità consigli l’allattamento al seno fino ai sei mesi, ci possono essere situazioni personali che inducono a introdurre l’allattamento misto più precocemente.

Inoltre, dopo lo svezzamento, che avviene tra il 4° e il 6° mese, non è raro che si introduca anche il latte artificiale.

Per tutti questi motivi, è bene darsi una buona organizzazione, procurandosi tutto il necessario.

Tra gli aspetti da considerare, c’è l’organizzazione dei momenti in cui dare il latte materno e quelli in cui dare il latte artificiale. Si può cominciare a prendere nota dei tempi in cui si allatta al seno o si somministra il biberon, così da avere un quadro generale della situazione.

Infine, se possibile, è bene chiedere aiuto alle persone più vicine per avere un po’ di supporto durante le ore più impegnative.

Allattamento misto: come funziona e quando è necessario

Allattamento misto è una possibilità che alcune mamme scelgono per nutrire i loro bambini. Si tratta di un mix tra allattamento al seno e alimentazione con latte artificiale o con altri prodotti alimentari.

Il latte materno può essere dato al bambino direttamente dal seno oppure può essere prelevato tramite il tiralatte e conservato in contenitori appositi, mentre il latte artificiale viene preparato e somministrato con un biberon. Di solito, nei primi mesi del bambino il latte artificiale è in polvere e la preparazione avviene unendo acqua. Dopo aver preparato la formula va consumato in tempi brevi, affinché non si deteriori. Per i bambini più grandi, invece, esistono preparazioni già pronte per essere consumate.

Quando è necessario ricorrere a un allattamento misto?

Ci sono diverse situazioni in cui è consigliabile scegliere questo tipo di allattamento. Ad esempio, quando la madre non ha abbastanza latte, oppure quando deve tornare a lavorare dopo il congedo di maternità. Inoltre, potrebbe avere problemi di salute che le impediscono di allattare direttamente al seno o di farlo in esclusiva. Infine, può essere una buona scelta se la madre desidera semplicemente introdurre gradualmente i solidi nel regime alimentare del bambino o per motivi personali.

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Ci sono diverse situazioni in cui è consigliabile scegliere questo tipo di allattamento. Ad esempio, quando la madre non ha abbastanza latte, oppure quando deve tornare a lavorare dopo il congedo di maternità. Inoltre, potrebbe avere problemi di salute che le impediscono di allattare direttamente al seno o di farlo in esclusiva. Infine, può essere una buona scelta se la madre desidera semplicemente introdurre gradualmente i solidi nel regime alimentare del bambino o per motivi personali.

L’allattamento misto può anche essere utile nel caso in cui la madre abbia bisogno di uscire per qualche ora e prendersi un po’ di svago. In tutti questi casi, si può scegliere se utilizzare comunque il latte materno, dopo averlo tirato con il tiralatte e conservato per essere somministrato con il biberon, oppure se avvalersi del latte artificiale durante le assenze della madre: in entrambi i casi il bambino sarà adeguatamente nutrito.

In definitiva, l’allattamento misto può essere una buona scelta per molte mamme e i suoi benefici devono essere ponderati attentamente prima di prendere una decisione.

In generale, il pediatra può consigliare l’allattamento misto in base alle specifiche necessità del bambino e della mamma.

Allattamento misto o complementare: come fare?

L’allattamento complementare è una soluzione che può soddisfare sia la madre sia il bambino.

Molti esperti consigliano di vivere questa situazione in modo rilassato e sereno: i sensi di colpa possono essere controproducenti sia per la mamma, che vivrebbe la situazione in modo negativo, sia per il bambino, che potrebbe percepire il disagio materno.

Non c’è nulla di sbagliato in questo metodo di allattamento qualunque sia la motivazione che porta a sceglierlo.

Dunque, per iniziare è importante assicurarsi di avere una buona connessione emotiva con il proprio bambino. Il contatto pelle a pelle è molto importante per rafforzare il legame.

 

Ecco alcuni consigli pratici:

  • Introdurre il biberon già durante l’allattamento al seno può essere un’ottima idea, in modo tale da non farlo percepire come un corpo estraneo.
  • Assicurarsi di avere a disposizione tutto il bisogno di latte artificiale o di omogeneizzati per alimentare il tuo bambino quando non si è presenti. Avere una buona scorta di biberon e tettarelle può essere utile per velocizzare le operazioni, in quanto dopo ogni uso vanno lavati e sterilizzati.
  • Scegliere latte artificiale o omogeneizzati adatti all’età del bambino, seguendo le indicazioni del pediatra e le indicazioni riportate sulle confezioni.
  • Quando si tratta di miscelare latte materno e artificiale, è bene dare al piccolo sempre prima il latte materno quindi quello artificiale.
  • È importante essere consapevoli delle calorie e dei nutrienti che vengono forniti al bambino: se prima venisse allattato al seno, potrebbe essere necessario pesarlo per capire quanto latte ha assunto. Ultimamente alcuni pediatri sono più scettici sull’uso della doppia pesata perché può creare troppo stress alla mamma. In ogni caso, è bene chiedere consiglio al proprio medico per agire più opportunamente.
  • Quando si inizia l’allattamento misto, è consigliabile dare al bambino piccole quantità di latte artificiale, mentre si continua ad allattarlo al seno come prima. Quindi, gradualmente si può aumentare l’offerta di latte artificiale finché non si raggiunge l’equilibrio desiderato. La maggior parte dei neonati accetta facilmente il latte artificiale, ma se incontra qualche difficoltà è bene chiedere consiglio al pediatra.

Il tiralatte: qual è la sua importanza e che caratteristiche deve avere

L’utilizzo del tiralatte può essere fondamentale per i genitori che scelgono di intraprendere un allattamento misto. Il tiralatte consente di mantenere una buona produzione di latte materno, aiutando così la mamma ad avere sempre una scorta di latte fresco a disposizione. Inoltre, può anche essere utile in alcuni casi in cui non è possibile allattare al seno, come quando una madre è separata dal bambino oppure quando ha problemi di salute.

Per scegliere il tiralatte giusto, è importante considerare diversi fattori. Innanzitutto, è necessario assicurarsi che il modello sia ben progettato e sia dotato di tutti gli accessori necessari per essere facilmente usato. Inoltre, si consiglia di optare per un tiralatte dotato di un design ergonomico in modo da ridurre al minimo la fatica durante l’operazione. Infine, è importante considerare anche il livello di rumore emesso dal dispositivo: un tiralatte silenzioso renderà più agevole la procedura.