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Allergia al pelo del gatto: cosa fare con i bambini

Allergia al pelo del gatto

Avere un gatto in casa è una gioia per grandi e bambini. Tuttavia, in alcuni casi, può essere un problema, specialmente quando in casa c’è chi soffre di allergie.

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L’allergia al pelo del gatto rappresenta uno degli intoppi più comuni per molte famiglie che desiderano accogliere un felino in casa. Le statistiche dicono che a livello mondiale la percentuale di persone che sviluppa un’allergia agli animali si aggira tra il 10% e il 20% ed è in costante aumento. Sembrerebbe, inoltre, che siano proprio i felini gli animali a cui è più probabile essere allergici.

Ma cosa si nasconde dietro questo disturbo così diffuso, soprattutto tra i più piccoli? Quali sono i rischi di tenere un gatto in casa se c’è qualche allergico in famiglia? Da dove nasce questa sensibilità e come è possibile convivere serenamente con questi animali?

Qual è la causa dell’allergia al pelo gatto

L’allergia ai gatti si manifesta principalmente come una reazione immunitaria del corpo agli allergeni presenti nel pelo, nella saliva e nelle ghiandole sebacee dei felini. Questi allergeni sono proteine che per molte persone non causano alcun problema, mentre per altre possono scatenare reazioni allergiche. Tali allergeni sono costituiti da particelle microscopiche che vengono trasportate nell’aria diffondendosi facilmente e attaccandosi alle superfici. Proprio per questo motivo, se si ha in casa un animale a cui si è allergici, è molto difficile evitare di entrare in contatto con gli allergeni.

I bambini sono particolarmente sensibili, e in molti casi, l’esposizione a un gatto può provocare sintomi come starnuti, prurito agli occhi, congestione nasale o eruzioni cutanee. In situazioni più gravi, i sintomi possono evolversi in asma o altre patologie respiratorie. Nei casi in cui un bambino soffra l’asma, la presenza di un animale in casa può provocare il riacutizzarsi dei sintomi.

Il motivo per cui i bambini sono più predisposti a sviluppare queste allergie non è del tutto chiaro, ma potrebbe essere legato all’immaturità del loro sistema immunitario.

Ci sono poi teorie contrastanti [1] sul fatto che tenere un animale in casa possa ridurre le probabilità di sviluppare allergia o, viceversa, aumentarle.

In ogni caso, la prevenzione è fondamentale. Mantenere un ambiente pulito e ridurre al minimo l’esposizione ai gatti sono passi cruciali. È consigliabile aspirare frequentemente tappeti e divani, lavare regolarmente la biancheria da letto e, se possibile, limitare l’accesso dei gatti alle stanze in cui dormono i bambini.

È altrettanto importante pulire e spazzolare il gatto regolarmente per ridurre la quantità di allergeni presenti nel suo pelo.

Tuttavia, è essenziale notare che, anche con tutte queste precauzioni, potrebbe non essere possibile eliminare completamente il rischio di reazioni allergiche.

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Gatto in casa: come prevenire l’esposizione agli allergeni

Talvolta, quando si decide di adottare un gatto, può capitare di non essere a conoscenza del fatto che vi siano persone o bambini allergici nel nucleo famigliare.

Tuttavia, se ci sono sospetti di un’allergia o se il bambino soffre di asma o di altre allergie, è bene fare un test allergologico prima di adottare il gatto. In alternativa, un’altra soluzione può essere quella di far trascorrere un po’ di tempo con un gatto in ambienti diversi da casa, per testare la possibilità di soffrire di allergie.

Se, invece, si possiede già un gatto e si decide di tenerlo nonostante le allergie, andranno prese delle precauzioni molto importanti:

  • Pulizia regolare: uno dei modi più efficaci per ridurre gli allergeni in casa è mantenere l’ambiente pulito. Aspirare frequentemente tappeti, divani e superfici dove il gatto si riposa può fare la differenza. L’uso di aspirapolvere con filtri HEPA può trattenere meglio gli allergeni, rendendo l’aria più pulita e respirabile.
  • Creare una zona “allergen-free”: anche se può essere difficile resistere al fascino del proprio animale domestico, è consigliabile creare almeno una stanza della casa dove il gatto non può entrare. Preferibilmente, questa dovrebbe essere la camera da letto del bambino. Questo garantisce che almeno in un ambiente della casa gli allergeni siano minimi, offrendo al bambino un luogo di riposo sicuro e pulito.
  • Lavare il gatto: lavare il gatto regolarmente può aiutare. Sebbene il gatto provveda pulire il proprio pelo da solo, alcune ricerche [2] hanno mostrato che un bagno periodico riduce la quantità di allergeni sul pelo e sulla pelle dell’animale.
  • Pulizia delle lettiere: l’urina del gatto è una delle principali fonti di allergeni. Pulire frequentemente la lettiera e assicurarsi di farlo in un’area ben ventilata può ridurre l’esposizione all’urina e, di conseguenza, agli allergeni. L’utilizzo di lettiere a basso contenuto di polvere può inoltre contribuire a ridurre la diffusione di particelle nell’aria.

Quali trattamenti scegliere per l’allergia ai gatti nei bambini

In alcuni casi, è necessario affrontare le allergie agli animali con l’ausilio di trattamenti specifici. Premesso che è sempre bene rivolgersi al proprio medico o a un allergologo ed evitare il fai da te, a seconda dei sintomi si possono utilizzare strategie diverse.

  • Antistaminici: si tratta di farmaci che si usano comunemente per contrastare gli effetti delle allergie. La loro azione avviene a contrasto dell’istamina, una sostanza rilasciata dal sistema immunitario durante una reazione allergica, responsabile di molti dei sintomi allergici. Esistono diverse formulazioni e possono essere assunti sotto forma di pillole o spray nasali.
  • Decongestionanti nasali: questi prodotti  sono studiati per alleviare la congestione nasale, uno dei sintomi comuni delle allergie. Funzionano riducendo il gonfiore dei vasi sanguigni nelle mucose nasali, facilitando così la respirazione specialmente quando le allergie sono lievi.

  • Immunoterapia: è un trattamento a lungo termine che mira a ridurre la sensibilità dell’organismo agli allergeni. Consiste nell’introduzione graduale nell’organismo di dosi crescenti dell’allergene, attraverso iniezioni o gocce sublinguali, per abituare il sistema immunitario e ridurne la reazione. Questo trattamento può richiedere diversi mesi o anni, ma in molti casi ha portato a una riduzione significativa o addirittura a una risoluzione dei sintomi allergici.

[1] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3052969/

[2] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9314341/