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Temperatura corporea in gravidanza: qual è quella giusta

Temperatura corporea più elevata della norma e senso di calore possono essere sintomi fisiologici nelle prime settimane di gravidanza. Gli ormoni aumentano i loro livelli e nell’organismo si instaurano dei cambiamenti. Non c’è da spaventarsi ma la situazione va comunque monitorata.

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Molte donne si chiedono quale sia temperatura corporea in gravidanza e se sia normale che ci siano dei cambiamenti significativi rispetto alla normalità.

In realtà, è importante sapere quali possono essere i cambiamento fisiologici e quali, invece, no, in modo da non sottovalutare certi sintomi importanti per la salute della madre e del bambino.

Durante questo periodo di trasformazione, infatti, la temperatura corporea può modificarsi leggermente. In linea di massima, dovrebbe variare tra 36,5 °C e 37,5 °C. Tuttavia, ci sono diversi fattori di cui tenere conto.

Temperatura corporea: come cambia durante la gravidanza

Durante la gravidanza, la temperatura corporea può variare di qualche decimo di grado. La maggior parte delle donne incinte registra un lieve aumento della temperatura corporea a causa del cambiamento dei livelli ormonali. Questo può anche far sì che la temperatura basale, cioè la temperatura misurata al mattino a riposo, risulti più alta di circa 0,3°-0,5°C.

Durante il primo trimestre di gravidanza, è principalmente l’ormone progesterone a provocare un innalzamento della temperatura corporea. Motivo per cui non è raro che le donne incinte sentano più caldo del solito.

Pertanto, se si riscontrano dei cambiamenti compresi in questo range, in linea di massima non c’è da preoccuparsi. Tuttavia, è bene tenere monitorata la situazione poiché temperature elevate potrebbero essere associate a complicazioni come pre-eclampsia o infezioni intra-uterine.

Perché il progesterone fa aumentare la temperatura

Il progesterone è un ormone molto importante per la fertilità, le mestruazioni e la gravidanza. Si tratta, infatti, di uno degli ormoni coinvolti nella preparazione alla gravidanza: le sue funzioni principali sono quelle di regolare il ciclo mestruale e, dopo la fecondazione, di aiutare l’utero durante l’impianto dell’uovo fecondato.

Se avviene la fecondazione, la produzione di progesterone aumenta: nel primo periodo è il corpo luteo a produrre progesterone, mentre nelle settimane successive sarà la placenta ad assolvere questo incarico.

Studi scientifici[1] hanno dimostrato la correlazione tra la produzione di progesterone e l’aumento di temperatura. Questo, tuttavia, non avviene soltanto durante la gravidanza, ma anche nell’ovulazione.

Durante la fase follicolare, che è quel periodo di tempo che intercorre tra il primo giorno del ciclo e l’ovulazione, nella maggior parte delle donne si registrano livelli di progesterone naturalmente bassi, con una temperatura corporea generalmente più bassa.

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Viceversa, nel momento in cui inizia l’ovulazione, aumenta il livello di progesterone, rilasciato dal follicolo che si rompe nell’ovaio: in questo momento inizia la fase luteale e la temperatura basale cresce di qualche decimo di grado.

La misurazione della temperatura basale viene utilizzata proprio per capire se c’è ovulazione in corso. In questo modo, chi sta cercando la gravidanza può avere maggiori probabilità di rimanere incinta.

Per lo stesso motivo, un aumento della temperatura basale nelle prime settimane dopo il concepimento può essere sintomo proprio della gravidanza.

La febbre in gravidanza: cosa fare

Talvolta le future mamme registrano una sorta di febbricola all’inizio della gravidanza che non sembra avere cause specifiche e che si giustifica proprio con questo mutamento ormonale. Tuttavia, nel caso in cui gli scostamenti rispetto alla temperatura normale superino il grado, potrebbe essere opportuno valutarne attentamente le cause.

Infatti, potrebbe trattarsi di vera e propria febbre e potrebbe non essere causata dal cambiamento ormonale ma avere altre origini.

Le cause più comuni di febbre in gravidanza sono le infezioni del tratto respiratorio come il raffreddore o l’influenza, le infezioni del tratto urinario come la cistite, le infezioni da lieviti o batteri e alcune malattie sessualmente trasmissibili. Tuttavia, la febbre potrebbe essere provocata anche da malattie esantematiche (le cosiddette malattie dei bambini), soprattutto se la futura mamma non le ha ancora fatte e se non è stata vaccinata. Ciò va valutato con attenzione perché alcune malattie, come la varicella e la rosolia, possono essere pericolose se contratte in gravidanza.

La febbre in gravidanza, inoltre, presenta numerosi rischi per la salute della madre e del bambino, quali ad esempio complicazioni durante il parto, parto prematuro, basso peso del bambino alla nascita e maggior rischio di infezioni alla nascita.

Pertanto, è bene osservare la presenza di altri sintomi, che potrebbero aiutare a comprendere l’origine del rialzo febbrile.

Per esempio, perdite vaginali bianche o maleodoranti, senso di bruciore durante la minzione, dolori addominali e dolori simili a quelli mestruali potrebbero indicare un’infezione alle vie urinarie.

Mentre la presenza di tosse, raffreddore, mal di gola possono essere sintomi di un virus influenzale.

In entrambi i casi, è bene rivolgersi al medico che indicherà quali siano i trattamenti più opportuni: va sempre ricordato, infatti, che in gravidanza non sempre è possibile assumere gli stessi farmaci che si assumevano in precedenza.

Inoltre, è opportuno tenere monitorata la febbre per offrire al medico un quadro dell’andamento preciso della temperatura. In questo caso, un termometro frontale no touch può rappresentare una soluzione ottimale per controllare la situazione di frequente.   

[1] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK546686/